Fallite 9.500 imprese nel settore delle costruzioni

costruzioniSecondo quanto affermato dall’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, nel corso dei primi nove mesi dello scorso anno i fallimenti di imprese operanti nel comparto avrebbero toccato cifre record.

Una crisi che nel settore delle costruzioni ha raggiunto picchi di preoccupazione, e che purtroppo non sembra essere confortata da un 2013 iniziato sotto i peggiori auspici.

Secondo quanto affermato dal presidente Ance, Paolo Buzzetti, nel corso dei primi tre trimestri 2012 i fallimenti delle imprese hanno raggiunto e superato quota 9.500 unità.

Una escalation di chiusure forzate che non si è arrestata nemmeno nell’ultimo trimestre dello scorso esercizio, e che sembra in procinto di accentuare la sua gravità in questa primissima fase del 2013.

Una crisi – ha dichiarato alla stampa Buzzetti – che ha raggiunto un livello tale che oggi rischia di trascinare l’intera economia italiana nel baratro, e della quale le istituzioni non potranno che tenere debita considerazione.

Il volume di imprese fallite nel corso del 2012 è in crescita di oltre 25 punti percentuali rispetto a quanto era stato possibile verificare nel 2009, generando ricadute molto gravi sul fronte occupazionale. Di fatti, precisa ancora l’Ance, i senza lavoro nel settore delle costruzioni sono oramai 360 mila, mentre sarebbero altri 190 mila i disoccupati nell’indotto. Un contesto che nei prossimi mesi è destinato senza dubbio a peggiorare, protagonista di un declino che non sembra esser controvertibile, a meno che – afferma Buzzetti – non vengano posti in essere interventi significativi. In proposito, l’organizzazione ha dichiarato che esporrà presto delle proposte proattive ai principali candidati premier, al fine di sensibilizzare le parti politiche nella maniera più congrua.

Riduzione del costo del lavoro, pagamenti certi alle imprese, riattivazione del credito bancario, revisione del patto di stabilità, sono solamente alcuni dei principali punti che l’Associazione cerca di infondere nei programmi delle principali parti in campo.

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